Hai un prato secco che sembra morto dopo l’inverno? Non preoccuparti è solo in pausa!
Le macroterme entrano in dormienza nei mesi freddi ma adesso, con la primavera, è il momento perfetto per la sua ripresa vegetativa.
In questo articolo scoprirai quando e come stimolare la ripresa vegetativa del prato, quali concimi utilizzare, come gestire l’irrigazione e quali errori evitare per riattivare al meglio la crescita del tappeto erboso.
Se vuoi trasformare un prato secco e giallognolo in una distesa verde brillante sei nel posto giusto.

Perché il mio prato in macroterme è secco dopo l’inverno?
Il prato in macroterme è ingiallito perché entra in dormienza invernale con il calo delle temperature. Questo processo naturale riduce la crescita e il colore verde del tappeto erboso.
Come far tornare verde un prato in macroterme dopo l’inverno?
Per far tornare verde il prato in macroterme devi: esegui un taglio basso del prato (scalping), arieggia il suolo, applica un concime azotato e inizia un’irrigazione regolare quando le temperature aumentano.
Quando riprende a crescere il prato in macroterme dopo l’inverno?
Il prato in macroterme riprende a crescere quando la temperatura del suolo supera i 20°C, solitamente in tarda primavera.
Devo concimare il prato in macroterme dopo l’inverno?
Fondamentale è concimare il prato con concimi ricchi di azoto (N) per stimolare la ripresa vegetativa e favorire la crescita di nuove foglie e stoloni.

Conosci le differenze principali tra un prato in macroterme e uno in microterme?
Le differenze tra le specie di prato microterme e macroterme sono sottili ma fondamentali per gestire correttamente il risveglio vegetativo del tuo tappeto erboso.
Se il tuo prato secco o ingiallito in macroterme potresti chiederti perché non si comporta come gli altri prati che restano verdi tutto l’anno.
Conoscere queste differenze ti aiuterà a non allarmarti inutilmente e soprattutto ad applicare al momento giusto le tecniche più adatte per le esigenze del tuo prato in macroterme.


| Caratteristica | Macroterme | Microterme |
| Adattamento climatico | Climi caldi | Climi freddi-umidi o temperati |
| Temperature ideali (radici) | 24-32°C | 13-22°C |
| Temperature ideali (apparato aereo) | 30-37°C | 15-24°C |
| Ciclo vegetativo | Ripresa tardiva in primavera, dormienza in autunno | Crescita continua con picchi in primavera e autunno |
| Resistenza all’ombra | Scarsa | Buona, ma preferisce il sole |
| Resistenza al freddo | Bassa, ingiallimento progressivo in inverno | Alta, mantiene il colore tutto l’anno |
| Resistenza al caldo | Alta | Minore rispetto alle macroterme |
| Velocità di crescita | Più lenta | Più veloce, crescita verso l’alto |
| Resistenza agli attacchi fungini | Minore | Maggiore |
| Profondità delle radici | Maggior sviluppo in profondità | Apparato radicale più superficiale |
| Tolleranza alla siccità | Alta, resiste meglio a stress idrici | Minore |
| Resistenza al taglio basso | Alta | Minore |
| Propagazione | Prevalentemente per stoloni e rizomi | Migliore propagazione tramite seme |
| Principali specie | Cynodon, Paspalum, Pennisetum, Stenotaphrum, Eremochloa, Bouteloua, Zoysia | Agrostis, Festuca, Lolium, Poa |
Perché il prato in macroterme ingiallisce e secca in inverno?
Se il tuo prato in macroterme è ingiallito con l’arrivo del freddo si tratta di un fenomeno naturale dovuto alla dormienza invernale.
Le specie di macroterme (Bermudagrass, Cynodon dactylon, Zoysia, Paspalum) sono adattate a climi caldi e crescono vigorose con temperature alte.
Ma quando la temperatura dell’aria scende sotto i 12-15°C e quella del suolo si abbassa sotto i 10°C queste graminacee rallentano l’attività metabolica, interrompono la crescita e assumono una colorazione giallo-paglia.
Quando il prato secco in macroterme si risveglia
Adesso che conosci le caratteristiche principali del tuo tappeto erboso in macroterme sarà più facile capire perché hai il prato secco.
Siccome sono specie che amano il caldo necessitano di particolari condizioni per un risveglio ottimale:
- Quando il terreno raggiunge i 20°C stabili, questo favorisce la riattivazione degli stoloni (nuove piante) e dei rizomi (radici). Considera che il terreno impiega più tempo rispetto all’aria per riscaldarsi per questo che avviene nei mesi tardi primaverili.
- Con l’aumento delle ore di luce, le zone in ombra potrebbero mantenere più a lungo la colorazione giallastra.
Come riconoscere se il tuo prato secco in macroterma è nella fase di ripresa vegetativa
Per capire se il tuo prato in macroterme ha iniziato la ripresa vegetativa, basta osservare con attenzione alcuni segnali che le piante stesse ti mandano.
Anche se in superficie può sembrare un prato secco e spento non è detto che tutto sia fermo, in molti casi, sotto il fogliame giallo potresti notare piccole foglie verde che spuntano dagli stoloni; è da lì che il prato comincia lentamente a risvegliarsi.
Fai però attenzione a non confondere le nuove foglie con quelle dell’Loietto, se hai fatto la trasemina invernale, che ha un aspetto verde brillante ma appartiene a un’altra specie.

Leggere i segnali delle radici di un prato in macroterme in tarda primavera
Ma per capire appieno se il tuo prato in macroterme è completamente risvegliato devi necessariamente controllare lo stato delle radici.
Per scoprirlo procedi in questa maniera:
- Prendi un coltello non seghettato.
- Incidi una porzione di prato per formare una “piramide” rovesciata.
- Apri leggermente la zolletta e guarda attentamente le radici.
Le radici si risvegliano molto prima della pianta perché accumulano riserve energetiche durante l’inverno che serviranno alla pianta per fornire la spinta alla successiva crescita delle foglie.
Quindi un prato in piena ripresa vegetativa avrà delle punte bianche, che sono le radichette nuove, che sono state favorite da una temperatura e umidità del terreno adeguate alla specie.
Per esperienza ti consiglio di iniziare i passaggi per la ripresa vegetativa del prato in macroterme nel periodo di fine marzo-Aprile, solo quando noterai visibilmente nuove foglie e stoloni partire dal terreno.
4 passaggi per rinverdire il tuo prato secco in macroterme
Rispetto la ripresa vegetativa del prato “classico” in microterme quello in macroterme vanta un numero minore di passaggi.
1° passo: il taglio energetico del prato in macroterme
Può sembrarti un controsenso ma se hai un prato secco in macroterme e vuoi che torni di un verde brillante, c’è un passaggio quasi obbligato ed è quello di tagliare il prato molto basso quasi a zero.
Questa operazione si chiama scalping e consiste nel abbassare il taglio fino a lasciare appena 1-2 cm di altezza, arrivando quasi a intravedere il terreno.
Lo scalping permette di eliminare tutte le parti secche, bruciate o malate accumulate durante l’inverno, favorendo l’ingresso di luce e aria alla base del prato, così si stimola la pianta a produrre nuove foglie e si accelera sensibilmente la ripresa vegetativa delle macroterme.
Nei mesi successivi l’altezza e la frequenza di taglio cambieranno in base alla crescita del prato, sicuramente andrai ad alzare progressivamente l’altezza di taglio (portandola all’altezza specifica per la specie seminata) e la frequenza passerà da ogni 15, 10 e 7 giorni man mano che ti avvini all’estate.
NOTA BENE: le macroterme tollerano bene lo scalping, ma se il tuo prato ha già iniziato a rinverdire (cioè vedi molte foglie verdi nuove) meglio alzare un po’ l’altezza di taglio per non rallentare la nuova crescita.
| Mese | Altezza di taglio | Frequenza di taglio |
| Marzo | Circa 1-2 cm (scalping) | Una volta |
| Aprile | Circa 2-3 cm | Ogni 15-20 giorni |
| Maggio | Circa 3-4 cm | Ogni 10-14 giorni |
| Giugno | Circa 5-6 cm | Ogni 7-10 giorni |
Perché eliminare le foglie vecchie con lo scalping in un prato secco in macroterme?
Come detto prima durante l’inverno un prato in macroterme tende a ingiallire e seccarsi perché entra in una fase di riposo chiamata dormienza.
In primavera la ripresa vegetativa di un prato in macroterme non avviene partendo dalle foglie gialle o secche dell’inverno ma solo grazie alla produzione di nuove foglie verdi, che sono quelle che vedi sparse sul prato.
Con lo scalping elimini tutte le foglie vecchie e permetti alle foglie nuove di avere più spazio e ricevere più luce, questo aumenta la fotosintesi, per trasformarsi da un prato secco ad uno verde e compatto.

Come tagliare il prato secco in macroterma
Riduci gradualmente l’altezza di taglio specialmente se il prato è cresciuto molto o ha accumulato materiale secco durante l’inverno.
Se necessario ripeti il taglio fino a 2-3 volte per gestire meglio tutta la quantità di vegetazione in eccesso.
Assicurati sempre che gli attrezzi siano in ottime condizioni, in particolare le lame perché una buona affilatura garantisce un taglio netto e pulito, evitando di stressare l’erba.
Per ottenere un risultato uniforme segui un senso di taglio ordinato iniziando dai bordi e poi spostati progressivamente verso il centro.
Alterna la direzione del taglio tra una sessione e l’altra, preferibilmente seguendo il lato più lungo del prato, per evitare che l’erba si adagi in una sola direzione e favorire un aspetto più denso e ordinato del tappeto.

2° passo: l’ariggiatura profonda del prato secco in macroterme
Dopo un taglio così basso, ti ritroverai con una grande quantità di erba da smaltire.
Ma non è tutto, oltre ai residui di sfalcio dovrai eliminare anche lo strato di feltro che si è accumulato tra l’erba e il terreno durante l’inverno.
Questo strato composto da radici morte e materiale organico in decomposizione può ostacolare la crescita dell’erba nuova e impedire il corretto assorbimento di acqua e nutrienti.
Ecco perché è fondamentale eseguire una arieggiatura profonda (verticut) del tappeto erboso, questa operazione incide il terreno per pochi millimetri rimuovendo il feltro in eccesso e stimolando la crescita di nuovi stoloni tagliando quelli esistenti.
Inoltre, le incisioni nel terreno creano piccoli canali che migliorano la circolazione di aria, acqua e concimi favorendo una ripresa vegetativa più vigorosa.
Se hai effettuato una trasemina invernale con Loietto, l’arieggiatura contribuirà a eliminarlo definitivamente, soprattutto perché il taglio basso lo avrà già indebolito.

Come arieggiare il prato secco in macroterma nel periodo primaverile
Per una perfetta arieggiatura profonda nel periodo di ripresa vegetativa del tuo prato secco in macroterme procedi in maniera analoga alla semina e alla concimazione del prato.
Segui due passaggi in sensi opposti, prima in verticale e dopo in orizzontale, per raccogliere tutti gli scarti vegetali, erba secca o piante morte dal tappeto erboso.
Per non calpestare il prato ti consiglio delle scarpe, sorprendentemente valide, che presentano dei chiodi al posto della suola che con il passeggio fora il terreno, contribuendo ancor di più gli scambi di ossigeno e acqua.

3° passo: concimare il prato in macroterme
Dopo il periodo di dormienza invernale il tuo prato avrà consumato gran parte delle riserve energetiche accumulate nei rizomi.
Ecco perché, una volta effettuati il primo taglio basso e l’arieggiatura, le macroterme hanno bisogno di un forte stimolo per riprendere vigore e infoltirsi rapidamente.
Dopo aver tagliato il tuo prato secco è fondamentale scegliere un concime ad alto contenuto di azoto (N) per spingere la produzione di nuove foglie, stoloni e a ridare al prato quel bel colore verde brillante tipico delle macroterme in salute.
Oppure puoi optare per concimi completi arricchiti con sostanza organica come lo SPEED GREEN, che grazie alla presenza di due tipi di azoto, uno a pronto effetto e uno a rilascio controllato, permette una crescita del prato costante migliorando allo stesso tempo il terreno.

Come distribuire il concime sul prato
Potrebbe sembrare un dettaglio da poco ma saper distribuire bene il concime fa davvero la differenza, ti permette di risparmiare prodotto (quindi soldi) e ottenere risultati più omogenei.
Volendo puoi concimare anche a mano distribuendo il prodotto “a spaglio” mentre cammini sul prato, ma soprattutto quando hai un prato secco e ingiallito in macroterme questo metodo può portare a distribuzioni irregolari.
Ti consiglio di utilizzare un carrello spandiconcime che ti garantisce una distribuzione più uniforme, ti aiuta a rispettare le dosi consigliate in etichetta e ti evita sprechi o sovradosaggi.
Per ottenere un’applicazione davvero precisa, ecco un trucchetto semplice:
- Dividi in due parti la quantità di concime necessaria in base ai metri quadri del tuo prato.
- Inserisci una parte nel carrello e distribuiscila in senso orizzontale lungo il prato.
- Poi versa la seconda parte del concime e distribuiscila in senso verticale, incrociando il passaggio precedente
Alla fine è lo stesso approccio che si usa anche nell’arieggiatura, e funziona alla grande per garantire una copertura uniforme.

Combinare concime granulare e liquido per far ripartire al meglio un prato secco
La domanda che forse ti sei posto è: “Perché dovrei usare sia concime liquido che granulare quando potrei semplicemente affidarmi al granulare?”
Domanda più che legittima!
Ma prova a immaginare questa scena: hai appena tagliato il prato, eppure alcune zone appaiono ancora spente poco reattive con quel tipico aspetto da prato secco che fatica a riprendersi.
Magari hai anche una festa in arrivo o un evento in giardino, e vorresti che l’erba fosse almeno presentabile.
Ecco dove entra in gioco il concime liquido, applicandolo dai al prato una sorta di “scossa gentile”, che lo stimola a reagire quasi subito, senza dover attendere i tempi più lenti del granulare.
È un piccolo extra in termini di tempo è vero ma quando dopo pochi giorni vedi quel prato secco virare verso un verde più intenso e uniforme, capisci che ne è valsa la pena.
Questa breve storia ci aiuta a capire i vantaggi reali della strategia combinata:
- Il concime liquido viene assorbito rapidamente dalle foglie e dalle radici, perfetto per “risvegliare” un prato secco e attivare i primi segnali di crescita.
- Il concime granulare invece rilascia i suoi nutrienti in modo graduale nel tempo, sostenendo lo sviluppo del tappeto erboso nelle settimane successive.
Per evitare sprechi ti basta distribuire il concime granulare 1 sola volta mentre il concime liquido, con una pompa a spalla sul prato nelle ore più fresche della giornata, 1 volta al mese per tutto il periodo di crescita del tappeto erboso.
VIRBLU TI CONSIGLIA:
- SPEED GREEN + PROMOTER: per uno sviluppo di stoloni e foglie continua, aiutando il prato a chiudere velocemente gli spazi vuoti nel terreno.
4° passo: Come irrigare un prato secco in macroterme per favorire la ripresa vegetativa
Dopo la concimazione l’irrigazione è un passaggio chiave per favorire l’assorbimento dei nutrienti, presenti nel concime, e stimolare la ripresa vegetativa del tuo prato in macroterme.
Appena distribuito il concime irriga il prato per 15-20 minuti per aiutare l’acqua a sciogliere i granuli e a rendere i nutrienti immediatamente disponibili per le radici.
Se invece hai usato un concime liquido evita l’irrigazione immediata e aspetta almeno 24 ore prima di bagnare, così da lasciare il tempo al prodotto di essere assorbito attraverso le foglie e le radici.
Dopo questa prima irrigazione, puoi tornare alla tua routine abituale adattandola alle condizioni climatiche del momento e tenendo conto che le specie macroterme, anche se provengono da un prato secco, hanno generalmente basse esigenze idriche rispetto ad altre tipologie di prato.
Gestione dell’acqua per i prati in macroterme
Come ben sai un prato in macroterme può richiedere fino al 30% di acqua in meno rispetto a un prato di microterme, garantendo un notevole risparmio idrico nel lungo periodo, grazie all’apparato radicale che si sviluppa naturalmente in profondità permettendole di affrontare lunghi periodi di siccità.
Amplifica questa caratteristica adottando irrigazioni poco frequenti ma abbondanti, che spingano l’acqua oltre i primi strati di terreno, dove le radici possono trovarla anche nei periodi più asciutti.
Non potendo lasciare dei numeri cerci, in quanto la quantità di acqua che un prato necessita varia in base a tanti fattori, ti posso indicare delle linee guida che possono essere modificate a piacimento.
Per esempio in estete dovresti distribuire quei 25 litri/m² (metro quadro) di acqua a settimana spalmati in 2 o 3 irrigazioni di almeno 20-30 minuti ciascuna; sempre al mattino presto per evitare l’evaporazione dell’acqua e malattie fungine sul prato.
Per completezza ti lascio questa semplice legenda sul fabbisogno idrico per le più comuni specie di macroterme.

Ora sai come far tornare verde se il tuo prato secco in macroterme
Ora che hai seguito tutti i passaggi per ripristinare il tuo prato in macroterme ingiallito puoi finalmente goderti un tappeto erboso sano, denso e di un bel verde intenso pronto a crescere rigoglioso con l’arrivo del caldo.
Hai imparato che il taglio basso serve per eliminare il secco invernale, l’arieggiatura stimola la nascita di nuovi germogli, la concimazione mirata accelera la ripresa vegetativa e una corretta irrigazione mantiene il prato forte, uniforme e resistente anche se partivi da un prato secco e spento.
Con queste pratiche e una manutenzione costante, il tuo prato non solo tornerà verde, ma lo farà con meno spreco d’acqua e meno fatica nella gestione quotidiana.
Vuoi approfondire ogni fase della cura del prato in macroterme? Leggi la nostra guida completa “Macroterme: guida alla coltivazione”, dove trovi spiegate nel dettaglio tutte le operazioni da fare, dalla primavera fino all’inverno.
Hai ancora dubbi o il tuo prato secco fatica a riprendersi? Prenota subito la nostra consulenza gratuita di 15 minuti, ti aiuteremo a risolvere ogni problema e a ottenere un prato perfetto con consigli personalizzati!



