Come seminare le fave nel tuo orto biologico

Vuoi arricchire il tuo orto con una coltura semplice da coltivare, che apporta numerosi vantaggi al terreno e dalle proprietà nutritive sorprendenti ? 

La scelta è semplice, non devi far altro che seminare le fave!!!

In questo articolo scoprirai come seminare le fave nel modo giusto, passando dai tempi e metodi di semina, alla cura della pianta fino al momento della raccolta. 

Pronto a scoprire i segreti per ottenere piante sane e abbondanti raccolti rispettando l’equilibrio naturale del suolo?

Le fave:

  • Nome scientifico: Vicia faba
  • Famiglia: Leguminose

Hai fretta? Ecco l’articolo in 30 secondi:

La consociazione migliora con le fave

La miglior consociazione è tra fave e patate perché la patata allontana il Tonchio della fava mentre la fava allontana la Dorifora della patata. Inoltre la patata consuma molto azoto per crescere, prodotto dalle fave stesse.

Dopo quanti giorni raccogli le fave?

Di norma ci vogliono circa 180 giorni a partire dalla semina del seme.

Quando seminare le fave

Al Sud si seminano le fave da metà novembre fino a metà dicembre.
Al Nord si seminano le fave entro la metà di marzo.

Quando raccogliere le fave

Quando i baccelli diventano scuri, senza però aspettare che siano completamente secchi.

Come concimare le fave

Le fave non necessitano di concimazioni specifiche o abbondanti. Basta distribuire della cenere quando semina le fave o in alternativa dello stallatico quando lavori il terreno.

Come seminare le fave

1 – Lavorare il terreno per renderlo quanto più soffice possibile e spargi abbondante cenere o poco concime organico;
2 – Fare dei solchi distanti 50-70 cm;
3 – Nei solchi alla distanza di 30 cm fai dei fori in cui metterai massimo due semi;
4 – Innaffia una volta al giorno ogni due giorni.

Perché coltivare le fave nell’orto? 

Le fave non sono semplicemente una coltura semplice e versatile, ma apportano numerosi benefici al tuo orto biologico. 

Una delle caratteristiche più di valore è la capacità di fissare l’azoto nel terreno, grazie alla simbiosi con particolari batteri, in questa maniera arricchiscono il suolo migliorandone la fertilità e favorendo le colture che si pianteranno in futuro. 

La loro presenza contribuisce a incrementare la biodiversità dell’orto attirano insetti impollinatori e creando un ambiente favorevole per numerosi organismi utili, rendendo il tuo orto biologico più sano.

Infine a livello nutrizionale, le fave sono un’ottima fonte di proteine vegetali, fibre e vitamine, rendendole un alimento ideale per una dieta sana e bilanciata, perfetto per zuppe, insalate o piatti a base di legumi. 

Seminare le fave per mangiare un piatto a base di fave verdi
Piatto a base di fave verdi

Quali varietà di fave puoi seminare

In base alla grandezza del seme si distinguono varietà a seme piccolo, utilizzate come foraggio per gli animali o per il sovescio (favino) o a seme grosso, a cui appartengono le cultivar per l’orto. 

Le varietà da orto sono tantissime ma le più conosciute rimangono la Reina bianca, caratterizzata dal ciclo di produzione molto precoce, la Sberla, dal ciclo medio-tardiva, e l’Aguadulce, famosa per i baccelli lunghi e semi grossi dal sapore delicato.

Il clima più adatto per seminare le fave

Proteggere le piante dal freddo specialmente se divi seminare le fave primizie
Pianta protetta dalla brina mattutina con una rete in TNT.

Le fave sono ortaggio che non tollera la siccità prolungata ma nemmeno i ristagni d’acqua, ma sopratutto temono il freddo intenso. 

Il freddo limita lo sviluppo delle piante, che muoiono quando la temperatura scende a -5°C.


Per questo, se vuoi proteggere le tue piante, soprattutto quando decidi di seminare le fave prima del periodo, potresti pensare all’uso di tunnel o altri sistemi di copertura.

Se vuoi conoscere altri metodi o avere spunti su come difendere le piante da orto, e non solo, dalle basse temperature dai un’occhiata al nostro articolo su “Come proteggere le piante dal freddo: Consigli e Strategie“!

Il terreno adatto per coltivare le fave

Sono piante molto rustiche che si adattano bene a gran parte dei terreni, importante è che sia ben lavorato e soffice che permetta al germoglio di uscire con tranquillità.

Di norma per ottenere il massimo dalla semina delle fave è necessario avere terreni fertili, ricchi di calcio, argillosi, ma comunque privi di ristagni d’acqua, e con una buona dotazione di sostanza organica. 

Il pH ottimale è quello alcalino, quindi superiore ai 7,5.

Immagine che mette in scala il pH del terreno
Scala del pH

Come concimare le fave

Le fave non necessitano di concimazioni specifiche o abbondanti perché le piante troppo “nutrite” sono più suscettibili a malattie e poco produttive. 

Quando prepari il terreno per seminare le fave nel tuo orto biologico è indispensabile distribuire delle minime quantità di stallatico o in alternativa della cenere.

Come abbondantemente descritto nel nostro articolo “Cosa utilizzare per concimare in maniera biologica“, la cenere serve sia per migliorare la struttura generale del suolo ma anche per apportare il Fosforo (P) e il Potassio (K); fondamentali per la radicazione e la produzione della fava. 

L’alternativa “classica” è utilizzare, durante la semina delle fave, il concime Perfosfato Semplice che migliorare la germinazione del seme.

Attività dei batteri azotofissatori

La ragione dietro al fatto che le fave, in generale tutte le Leguminose, non sono avide di concime è perché grazie all’attività dei batteri azotofissatori la pianta si “procura” il nutrimento.

In pratica sulle radici delle Leguminose si instaurano alcuni batteri che hanno la capacità di trasformare l’azoto atmosferico (N₂) in azoto ammoniacale (NH₄⁺) assimilabile dalla pianta.

Questo processo lo si nota sulle radici delle fave che presentano piccoli noduli (delle palle) visibili a occhio nudo.  

Cure particolari

Per quanto riguarda le cure colturali è opportuno effettuare una prima lavorazione superficialmente del terreno (sarchiatura) quando spunta la quarta foglia per ridurre lo sviluppo delle infestanti, arieggiare il terreno e limitare l’evaporazione dell’acqua dal terreno. 

Una seconda lavorazione si pratica in prossimità della fioritura. 

Già dopo la fuoriuscita dei primi germogli si possono circondare le giovani piante di fava con della terra (rincalzatura), allo scopo di proteggere le piante dal freddo e stimolare l’emissione dei germogli laterali.

Cimatura delle infiorescenze delle fave

A maggio, quando la pianta fiorisce, è consigliabile effettuare la cimatura dell’apice vegetativo della pianta di fava.

La cimatura delle fave ha la doppia funzione di:

  • Eliminare gran parte degli afidi, in genere concentrati sull’estremità superiore dello stelo;

  • Favorire il processo di fruttificazione della fava che concentra le proprie energie in pochi ma determinanti punti.

Quando seminare le fave

Nelle regioni meridionali si seminano le fave da metà novembre fino a metà dicembre.

Nel caso si può anche pensare di seminare le fave in una seconda volta al massimo tra metà gennaio e febbraio.

Mentre nelle regioni settentrionali si devono seminare le fave entro la metà di marzo.

Come seminare le fave

Seminare le fave con dei semi conciati o naturali
Semi di fave conciate (rossi) o senza conciatura (biaco/nero).

Per seminare le fave a regola d’arte segui questi semplici passaggi:

  • Lavora il terreno ad una profondità massima di 20-35 cm, oltre andresti a tirar fuori lo strato di terreno non fertile. Lavora il terrene per bene rendendolo quanto più soffice possibile;

  • Durante la lavorazione del terreno aggiungi del concime. Come detto prima non ne serve molto. L’ideale è la cenere, fondi di caffè o in alternativa il concime minerale Perfosfato Semplice. Potresti utilizzare anche il compost della tua compostiera, del letame pellettato o del letame maturo, in polvere, se conosci un’azienda zootecnica di fiducia;

  • Predisponi delle file distanti dai 40-70 cm, nelle file semina le fave ad un distanza di 30 cm, più o meno un palmo della mano;

  • La profondità di semina varia con le dimensioni dei semi. Puoi passare da 3-5 cm per i più piccoli fino a 10 cm per i semi più grandi. Nel dubbio la regola principe rimane sempre quella di seminare ad una profondità doppia rispetto alle dimensioni dei semi;

  • Fai dei fori nel terreno, aiutati con un foraterra o un semplice bastone, dove metterai non più di 2 semi. Due semi è il numero giusto perché nel caso un seme marcisca hai un’altra possibilità di riuscita, invece se dovessero nascere troppi semi potrebbero entrare in competizione per i nutrienti. Inoltre la pianta delle fave ha dimensioni generose quando mature. Non è importante il verso del seme. Orientativamente occorrono circa 15-20 gr di seme per mq di superficie coltivata;

  • Se non hai aggiunto il concime durante le lavorazioni del terreno puoi aggiungere una pizzicata di concime/cenere nel buco in questa fase. Il mio consiglio è di mettere nel foro prima il concime, dopo uno strato fine di terreno e infine il seme. Copri tutto con uno strato leggero di terra;

  • Innaffia subito dopo aver seminato le fave. Può bastare 1 volta ogni 2 giorni, senza esagerare per evitare di far marcire il seme nel terreno. Potresti pensare di installare delle manichette o ale gocciolanti provvisti di gocciolatoi per evitare sprechi di acqua;

  • Dalla semina delle fave alla  fuoriuscita della plantula dal terreno (la piantina da poco germogliata dal seme) occorrono circa 8-12 giorni.

Come accelerare la crescita delle fave

Per accelerare la germinazione delle fave si può tenere il seme in acqua o in un panno umido per qualche giorno. 

Il seme delle fave se ben conservato in ambiente asciutto può nascere anche a distanza di 4-6 anni. 

Le consociazioni migliori con le fave

Le fave come tutte le Leguminose sono perfette nella consociazione specialmente in un orto biologico.

La consociazione è la pratica agronomica che consiste nel far crescere contemporaneamente, nello stesso terreno, specie diverse che abbiano però benefici reciproci.

Nel caso delle fave i migliori benefici si hanno con:

  • La consociazione tra le fave e le lattughe, aglio, cipolle, sedano migliora la crescita reciproca;

     
  • La consociazione delle fave con le patate è particolarmente vantaggiosa perché la patata allontana il Tonchio della fava mentre la fava allontana la Dorifora della patata. Inoltre la patata consuma molto azoto.

Rotazioni delle colture con le fave

La rotazione delle colture è una pratica agricola che prevede l’alternanza di varie specie nello stesso terreno ma in periodi diversi.

Le fave si prestano bene a questo tipo di pratica in quanto precede sempre colture molto esigenti (cereali, pomodori, melanzane, cavolfiori, rape) che sfruttano eccessivamente gli elementi nutritivi del terreno.

Le fave non fanno altro che restituire parte degli elementi nutritivi al terreno sia attraverso la coltivazione ma sopratutto nel sovescio.

Il sovescio con le fave in un orto biologico

Le fave sono ampiamente utilizzate nel sovescio, una pratica agricola che prevede l’interramento delle colture quando raggiungono la fioritura, per migliorare la qualità del terreno. 

Il momento ideale per il sovescio è proprio la fioritura delle fave, poiché in questa fase le piante accumulano la maggior parte dell’azoto nei noduli radicali, che verrà rilasciato nel terreno una volta interrate.

Durante la rotazione delle colture, puoi destinare una parte del terreno al riposo e seminare le fave in modo sommario, favorendo così un arricchimento naturale del suolo.

Il loro interramento non solo migliora la struttura del terreno, ma aiuta anche a prevenire l’erosione e ad aumentare la biodiversità.

Quando raccogliere le fave

I baccelli destinati al consumo fresco si raccolgono non appena hanno raggiunto uno sviluppo idoneo, prima comunque della loro completa maturazione.

Di solito bastano 180 giorni dalla semina.

Se preferisci la raccolta della fava secca la raccolta si effettua in giugno-luglio, quando i baccelli diventano scuri, senza però aspettare che siano completamente secchi.

Le fave seminate in autunno potranno essere raccolte anche a marzo mentre quelle seminate in primavera anche a luglio.

Avversità e malattie che colpiscono le fave

Le fave sono soggette a diverse avversità e malattie causate da insetti, patogeni fungini, batterici e virus. 

Tutte queste avversità possono compromettere la produzione di un’intera stagione, indebolire le piante o compromettere la conservazione del seme da riseminare l’anno successivo.

Malattie fungine che colpiscono le fave 

Tra i principali patogeni troviamo le malattie fungine responsabili di quelle macchie sulle foglie e sulle parti della pianta, con successiva morte della stessa.

Gli attacchi sono spesso favoriti da condizioni climatiche umide, temperature moderate e pratiche colturali inadeguate come rotazioni colturali insufficienti e irrigazioni eccessive.

Come prevenire l’attacco di funghi sulle fave 

Per prevenire l’insorgenza di queste malattie ti consiglio di adottare rotazioni con colture non leguminose, utilizzare semi certificati e applicare trattamenti preventivi con rame nebulizzato direttamente sulle piante. 

I corroboranti sono utili per rafforzare le resistenze naturali della pianta, in questi casi trovo molto utile:

  • MACERATO DI EQUISETO, previene molto efficacemente molte malattie fungine (oidio, botrite e ruggine), contrasta l’attacco degli Afidi (pidocchi) e in più favorisce lo sviluppo verticale della pianta.

  • LECITINA DI SOIA, ostacola la germinazione delle spore fungine (la diffusione del fungo) e permette una maggiore emulsione con i più svariati insetticidi, con il rame o con lo zolfo.

  • BICARBONATO DI POTASSIO, aggredisce direttamente il fungo modificando l’ambiente acido di cui necessita per essere pericoloso. Particolarmente efficace contro oidio (mal bianco), botrite (muffa grigia), ticchiolatura e maculatura bruna.

  • BICARBONATO DI SODIO, contrasta lo sviluppo delle malattie fungine pulendo efficacemente le foglie dalla melata prodotta da afidi e cocciniglie.

  • ZEOLITE, una volta distribuita aderisce perfettamente alla superficie fogliare delle piante sottraendo acqua e umidità in eccesso. Questa caratteristica rende difficile l’insediamento e la diffusione dei funghi.

  • PROPOLI, in grado di stimolare nella pianta le difese naturali nei confronti di funghi (oidio, botrite, fumaggine, ticchiolatura, ruggine), insetti (Afidi e cocciniglie), batteri e virus.

Parassiti che attaccano le fave 

Le parti giovani e verdi delle fave possono essere oggetto di attacchi da parte dell’afide nero (Aphis fabae) i quali oltre a determinare vasti disseccamenti aprono la strada all’instaurarsi di pericolose virosi che conducono rapidamente la pianta alla morte.

Un’altro insetto che attacca le fava è il tonchio (Bruchus rufimanus) gli adulti depongono le uova sui giovani baccelli delle fave, una volta schiuse le uova le larve neonate raggiungono i semi nei quali si sviluppano scavando delle gallerie. 

Quando termina il ciclo vitale gli adulti sfarfallano dai semi perforando e rendendoli inadatti al consumo o alla risemina.

Come prevenire un possibile attacco di parassiti sulle fave

Gli afidi preferiscono ambienti umidi e con poca circolazione d’aria, quindi non piantare troppo vicino le fave e praticare la cimatura della pianta.

Una possibile prevenzione verso il tonchio delle fave può essere quella di raccogliere i baccelli verdi e non troppo secchi oppure la consociazione con le patate.

Per contrastare efficacemente questi parassiti puoi intervenire con alcuni di questi corroboranti , o singolarmente o in miscela, in modo tale da prevenire eventuali attacchi:

  • MACERATO DI ORTICA, molto efficace per contrastare l’attacco di molti insetti per via dell’acido formico presente negli aghi sulle foglie della pianta, proprietà trasmesse al prodotto dopo la macerazione.

  • OTTOMIX OIL, oppure prodotti contenenti oli vegetali alimentari creano un ambiente ostile alla vita degli insetti nocivi proteggendo inoltre le piante dalle radiazione solare nociva (raggi uv) e migliorando la fotosintesi oltre a rallentare lo sviluppo del fungo sulla pianta.

  • PROPOLI, in grado di stimolare nella pianta le difese naturali nei confronti di funghi (oidio, botrite, fumaggine, ticchiolatura, ruggine), insetti (Afidi e cocciniglie), batteri e virus.

  • OLIO DI NEEM, contrasta efficacemente una vasta gamma di insetti nocivi, una volta applicato per via fogliare sulle piante a cadenza di 1 trattamento a settimana per almeno 2/3 volte.

Orobanche il parassita delle fave

L’orobanche o sporchia è un parassita delle fave particolarmente dannoso, appartenente alla famiglia delle Orobanchaceae. 

Si tratta di una pianta parassita priva di clorofilla che si attacca alle radici delle leguminose, per sottrarre i nutrienti, causando la morte della pianta.

Le orobanche sono facilmente riconoscibili per i loro fusti eretti (giallastro, arancio, rossastro, ecc) e i fiori biancastri o violacei. 

Come si diffondono le orobanche nel terreno

Le cause della diffusione delle orobanche sono legate alla presenza di semi nel terreno, che possono rimanere dormienti per molti anni (8-10). 

Per contrastare questo parassita, è fondamentale attuare lunghe rotazioni delle colture con specie non Leguminose, delle semine tardive oppure eliminare i focolai prima della comparsa della fioritura.

Mangiare la sporchia

Se vuoi incentivare la crescita della sporchia nel terreno per poi gustarla, ti consiglio di seminare le fave già a metà agosto.

In questo modo, il parassita potrà ancorarsi rapidamente alle radici della pianta, grazie alle temperature miti di fine estate.

Caratteristico è il gusto leggermente amarognolo, ma se ben cucinato può diventare una prelibatezza come descritto in questo gustoso articolo di Pugliosità.  

Come conservare le fave

Seminare le fave per conservare i semi per una risemina l'anno successivo
Fave semi-secche

Saper conservare le fave è fondamentale sia se destinate al consumo ma anche se vuoi seminare le fave nella stagione successiva.

Una volta raccolti i baccelli, ormai scuri, lasciali asciugare al sole fino a 15 giorni, riparandoli dalle piogge o dall’umidità.

Solo dopo questo passaggio puoi recuperare i singoli semi e conservarli per essere cucinati o riseminati negli anni futuri.

Conservare le fave se consumate verdi

Dopo aver raccolto le fave verdi si possono conservare in frigo, con il baccello, per 2-3 giorni nello scompartimento della verdura in sacchetti forati per eliminare l’umidità in eccesso.

Oppure si possono sgranare le fave, immergerle in acqua bollente per 2 minuti, scolate e una volte asciutte congelate nel freezer in sacchetti appositi. 

Conservare le fave se consumate secche

Se desideri consumare le fave secche durante tutto l’anno le puoi conservare in appositi contenitori, sacchi di stoffa o in barattoli, in ambienti sopratutto asciutti.

In questo caso puoi eliminare il nasello (dove il seme era attaccato al baccello) e conservare le fave secche intere o spaccate a metà, con o senza buccia; in base alle proprie preferenze.

Conservare le fave per essere riseminate

Sacchetto in stoffa contenente dei semi per le semine delle Leguminose

Quando decidi di seminare le fave, è fondamentale conservare i semi in luoghi asciutti e ben ventilati per preservarne la qualità.

Un’ottima soluzione è utilizzare sacchi di stoffa che permettano una buona circolazione d’aria, ma che abbiano una trama abbastanza stretta da impedire il passaggio degli insetti.

Mentre riempi i sacchi, cospargi le fave con un po’ di insetticida in polvere per proteggere i semi oppure puoi utilizzare PROCROP NEW, un prodotto efficace non solo nel locale di stoccaggio, ma anche direttamente sui semi.

Valori nutrizionali delle fave

Seminare le fave per nutrire il corpo con una dieta a base di fave

Le fave sono legumi ricchi di nutrienti essenziali che la rendono un’ottima scelta per le diete equilibrate. 

Offrono un buon apporto di proteine vegetali, fibre, carboidrati complessi oltre a essere fonte naturale di vitamine e minerali come ferro, potassio e magnesio. 

Grazie a queste proprietà nutrizionali le fave contribuiscono a sostenere la salute cardiovascolare, il benessere intestinale e il corretto funzionamento del sistema nervoso.

Per completare il discorso ti indico i valori nutrizionali delle fave per 100 grammi: 

  • Calorie 88
  • Grassi 0,7 gr
  • Acidi grassi saturi 0,1 gr
  • Colesterolo 0 mg
  • Sodio 25 mg
  • Potassio 332 mg
  • Carboidrati 18 gr
  • Fibra alimentare 8 gr
  • Zucchero 9 gr
  • Proteine 8 gr
  • Vitamina C 3,7
  • Ferro 1,6
  • Vitamina B6 0,1
  • Calcio 37
  • Vitamina D 0 IU
  • Cobalamina 0 µg
  • Magnesio 33 mg

Il nostro supporto per seminare le fave al meglio

Seminare le fave nel tuo orto biologico è un’attività gratificante che permette di ottenere raccolti sani e genuini, rispettando l’equilibrio naturale del terreno. 

Con pochi accorgimenti e le giuste nozioni potrai coltivare piante robuste e produttive. 

Se hai ancora dubbi o i parassiti delle fave non ti danno tregua approfitta e prenota la nostra consulenza gratuita di 15 minuti, a questo LINK, ti guideremo passo dopo passo offrendo consigli personalizzati al tuo problema. 

Inoltre, puoi scaricare la nostra “Guida all’Agricoltura Biologica” per scoprire le basi di un orto sostenibile senza rinunciare ortaggi e verdura eccellenti e sicura.

Buon divertimento e buon raccolto !!!

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