Guida all’apertura estiva della piscina 

Apertura estiva della piscina: pronti, partenza, estate!!!

L’estate è arrivata e la voglia di tuffarti nella tua piscina cresce, ma il tuo entusiasmo si spegne quando la trovi ridotta a uno stagno.

Qualcosa è andato storto durante la chiusura invernale? Se non sai di cosa parlo, ti consiglio di leggere il nostro articolo sulla “Chiusura invernale della piscina: come farla con successo“.

Ma niente paura, ora è il momento di seguire una corretta procedura di apertura estiva per trasformare la tua piscina in un ambiente sicuro, pulito e piacevole per te e i tuoi ospiti.

Ti assicuro che se vuoi goderti con piacere la tua piscina, senza pensieri e brutte sorprese, devi assolutamente scaricare e seguire la nostra “Guida alla cura della piscina“, ti fornirà le basi per una corretta manutenzione della tua piscina, qui il LINK.

Hai fretta? Ecco l’articolo in 30 secondi:

Il momento migliore per aprire la piscina in estate?

Il momento ideale per aprire la piscina è quando la temperatura dell’acqua rimane stabilmente sopra i 15 °C, senza aspettare l’arrivo del pieno caldo estivo.

Cosa fare durante l’apertura estiva della piscina?

Durante l’apertura estiva bisogna pulire l’esterno piscina, vasca e impianto. Dopo prima misurazione del pH, effettuare una clorazione shock, controllare i parametri dell’acqua e, se necessario, utilizzare antialghe e flocculante.

Di cosa hai bisogno durante l’apertura estiva della piscina?

Per aprire correttamente la piscina servono attrezzature per la pulizia, prodotti chimici, detergenti specifici e, in alcuni casi, una pompa svuota teloni.

Quanto cloro devo usare a inizio della stagione estiva?

Per la clorazione shock iniziale la dose indicativa è di circa 15 gr di dicloro granulare per ogni m³ di acqua, controllando sempre le dosi riportate in etichetta.

Posso recuperare l’acqua della piscina dell’anno prima?

Nella maggior parte dei casi sì, l’acqua può essere recuperata e trattata senza svuotare completamente la piscina, salvo presenza di sporco o incrostazioni eccessive.

Perché è importante fare una clorazione shock all’apertura della piscina?

La clorazione shock serve a disinfettare rapidamente l’acqua ed eliminare alghe, batteri e residui organici accumulati durante l’inverno.

Per quanto tempo deve rimanere acceso l’impianto di filtrazione dopo l’apertura?

Dopo i trattamenti iniziali è consigliato mantenere l’impianto acceso almeno 8 ore per favorire il corretto ricircolo dell’acqua.

È necessario pulire il telo invernale della piscina?

Sì, il telo va lavato e asciugato prima di essere riposto, per evitare residui di sporco e formazione di alghe.

Quando fare l’apertura estiva della piscina

Inizia a pensare all’apertura estiva della piscina quando la temperatura dell’acqua, all’interno della vasca, rimane stabilmente sopra i 15 °C.

Se dovesse riscaldarsi troppo l’acqua, a maggior ragione grazie all’effetto serra data dal telo invernale, il calore potrebbe innescare delle reazioni che porterebbero alla formazione di alghe all’interno della piscina.

Per questo ti consiglio di non aspettare i mesi estivi ma di anticipare l’apertura.

Le operazioni da fare durante l’apertura estiva della piscina

L’apertura estiva della piscina è un momento importante per assicurarsi che l’acqua sia pulita, sicura e pronta per essere utilizzata per tutta la stagione.

Seguendo questi 5 punti pratici e veloci non avrai più dubbi ne problemi all’apertura estiva della tua piscina:

Di cosa hai bisogno?

Prima di ogni cosa procurati tutto il necessario per poter lavorare, durante le fasi di apertura, in modo veloce e senza stress.

In base alle diverse tipologie di piscina avrai bisogno di:

  • Pompa svuota teloni.

  • Attrezzature varie come spazzola, scopa aspirafango, tubo galleggiante, ecc.

  • Detergenti.

  • Prodotti chimici.

Il primo passo nell’apertura estiva della piscina è una pulizia approfondita di tutti i componenti e del perimetro esterno della vasca. 

Per ottenere un buon risultato senza rifare due volte lo stesso lavoro è fondamentale rispettare l’ordine cronologico delle operazioni, partendo dall’esterno e dall’impiantistica, si passa al telo invernale, e solo alla fine si interviene direttamente nella vasca.

Vediamo nel dettaglio ogni singolo passaggio:

⬇️ Ispezione preliminare del locale tecnico

Prima ancora di mettere mano al telo invernale dedica cinque minuti a un’ispezione visiva del locale tecnico.

Controlla pompa, filtro, tubazioni, raccordi e guarnizioni per individuare eventuali perdite, crepe o segni di usura provocati dal gelo invernale.

Magari verifica anche lo stato del quadro elettrico e accertati che l’alimentazione sia staccata prima di toccare qualsiasi componente.

Questo controllo preliminare può sembrare superfluo però magari ti dà il tempo di ordinare con calma eventuali pezzi di ricambio ed evitare di scoprire un guasto a piscina già piena d’acqua trattata.

⬇️ Pulizia del perimetro esterno della vasca

Con il telo invernale ancora steso adesso occupati di tutta l’area circostante la piscina come bordo, pavimentazione, doccia esterna, lettini e arredi.

Rimuovi foglie, rami, polvere e tutto lo sporco che durante i mesi freddi si è magari accumulato attorno alla vasca.

Se lo fai adesso eviterai che vento o movimenti accidentali facciano cadere detriti nell’acqua appena scoperta.

Per la pulizia e sanificare le superfici in acciaio o plastica ti consiglio il CTX-70 SURFOSAN, da applicare anche durante la stagione estiva.

⬇️ Rimuovere il telo invernale 

La maggior parte delle piscine hanno un telo di protezione utilizzato durante l’inverno.

Una volta ripulita l’area circostante, con molta cura, rimuovi il telo cercando di non far andare nella vasca l’acqua accumulata sulla copertura nell’inverno.

Pompa svuota teloni

Se l’acqua presente sul telo è molta puoi aiutarti con una POMPA SVUOTA TELI.

Queste svolgono la funzione di “travasatore”, aspirando l’acqua presente sul telo, e indirizzandola da un’altra parte.

Per evitare che l’acqua accumulata sul telo sia troppa quando chiudi la piscina ricordati di mettere dei galleggianti più o meno al centro della vasca, una volta steso il telo si formerà una cunetta che farà defluire l’acqua ai lati della piscina.

🤓 VIRBLU TI CONSIGLIA: L’acqua accumulata sul telo durante il periodo invernale potrebbe essere “inquinata” per l’acqua della piscina ma perfetta per innaffiare le piante da giardino magari.

Lavaggio e stoccaggio del telo invernale

Quindi prima di passare alla pulizia interna della piscina vera e propria, con molta cura, rimuovi il telo cercando di non far andare nella vasca l’acqua presente sulla copertura.

Il telo invernale prima di essere rimesso a deposito deve essere lavato, da alghe o sporco sopratutto sulla faccia a contatto con l’acqua della piscina, per bene e fatto asciugare.

Se lo conservi ancora umido potresti favorire la formazione di muffe e ridurne drasticamente la durata del telo.

Per questo ti consiglio il PM-162 COVERNET un prodotto biodegradabile perfetto per tutti i modelli di coperture invernali ed estive.

Posso riutilizzare l’acqua della piscina dell’anno prima?

Con il telo rimosso hai sotto gli occhi lo stato reale dell’acqua e devi prendere una decisione importante prima di procedere con la pulizia della vasca.

Devi scegliere se recuperare l’acqua esistente o svuotarla completamente.

Considera che salvo rarissimi casi l’acqua all’interno della piscina può essere riutilizzata ma nel caso in cui incrostazioni o sporco all’interno della piscina siano veramente eccessive sarai costretto a svuotare la vasca e pulire tutte le superfici.

Voglio precisare anche se l’acqua all’interno della piscina non si presenta eccessivamente verde o torbida deve comunque essere sanificata, con i prodotti chimici che vedremo dopo, per rendere sicuri i futuri bagni.

🤓 VIRBLU TI CONSIGLIA: Diverso è il discorso quando parliamo di piccole piscine gonfiabili dove invece è sprecato utilizzare tanto prodotto chimico per gestire piccole quantità di acqua, quindi spesso conviene utilizzare acqua nuova ogni anno.

L’effetto collaterale di recuperare l’acqua della piscina

L’acqua della piscina comunque non può essere recuperata all’infinito, di norma non consigliamo mai di andare oltre i 3/4 anni continui.

Oltre questi anni notiamo che l’acqua, all’interno della vasca, tende a saturarsi dei prodotti chimici introdotti, cioè i parametri letti con i diversi tipi di test non subiscono cambiamenti nonostante l’introduzione in acqua.

Puoi verificare questo fenomeno tramite il livello di acido cianurico che risulta troppo alto, generalmente sopra i 100 ppm.

La soluzione più rapida è aggiungere nuova acqua per introdurre nuovo volume e alterare i parametri a nostro vantaggio ma, in presenza di livelli molto elevati di acido cianurico, il semplice rabbocco parziale potrebbe non essere sufficiente e rendere necessario uno svuotamento totale.

Per questo motivo il controllo dell’acido cianurico dovrebbe far parte della routine di apertura estiva della piscina ancora prima di iniziare i trattamenti chimici.

⬇️ Pulizia della vasca

Solo a questo punto, con il telo finalmente rimosso, puoi entrare nel vivo della pulizia della piscina.

Sicuramente durante la stagione invernale si sarà depositata della sporcizia oppure le poche alghe si saranno formate sulle pareti, angoli e sul fondo della vasca.

Inizia rimuovendo le foglie, i detriti e i residui che galleggiano a filo d’acqua utilizzando dei retini di superficie e dopo passa la spazzola sulle pareti e sul fondo per staccare fisicamente alghe e sporco aderenti alle superfici.

Armati di pazienza e con movimenti lenti pulisci e raccogli la parte più grossolana con una spazzola a sacco.

‼️ NOTA BENE: Presta particolare attenzione alla linea di galleggiamento perché è il punto più critico di una piscina, dove le particelle di sporco arrivano e si depositano. Può avere diverse origini lo sporco, lo si riconosce dalle diverse tonalità di colore che assume la linea di galleggiamento, ma basta munirsi di una spugna come POOL’ GOM e di pazienza. Dove l’olio di gomito non basta usa dei prodotti specifici per la pulizia della vasca, in grado di eliminare lo sporco di origine organica ma soprattutto di origine calcarea. Se necessario puoi abbassare il livello dell’acqua all’interno della vasca.

Comunque se vuoi approfondire l’argomento ho scritto un articolo a riguardo “I Migliori Prodotti Per La Pulizia Della Piscina” che ti consiglio di leggere.

⬇️ Riattivare l’impianto di filtrazione durante l’apertura estiva della piscina

Con la vasca pulita dallo sporco più grossolano e il livello dell’acqua ripristinato fino a metà skimmer, è il momento di rimettere in moto il cuore della piscina.

Controlla l’efficienza della pompa, del filtro e degli altri sistemi di filtraggio

Se è il caso sostituisci o pulisci i filtri a cartuccia pulendoli con acqua, con del cloro liquido o con un prodotto specifico come PM-152 TEXNET e rimonta il tutto.

Procedi in questa maniera:

Immagine che indica cosa vogliono dire le sei funzioni di una valvola
Schema valvola multifunzione pompa piscine VIRBLU
  1. Posiziona la valvola a 6 vie su “filtrazione”.

  2. Apri tutte le valvole:
    • valvole di fondo.
    • valvole delle bocchette.
    • valvole degli skimmer.

  3. Chiudi la valvola della bocchetta aspirafango.

Pulire l’impianto di filtrazione

Siccome l’impianto è rimasto fermo per diversi mesi sarebbe buona norma effettuare lavaggi e controlavaggi di tutto l’impianto di filtrazione.

Per pulire il filtro procedi in questa maniera:

  1. Posiziona la valvola selettrice a 6 vie su controlavaggio (Backwash).

  2. Apri la valvola di scarico, facendo defluire l’acqua fino a quando non diventa trasparente.

  3. Spegni di nuovo l’impianto e sposta la valvola selettrice (a 6 vie) su risciacquo (Rinse).

  4. Riaccendere l’impianto per qualche minuto per riassestare la sabbia all’interno del filtro e far scaricare tutte le impurità filtrate.

  5. Posiziona nuovamente la valvola a 6 vie su filtrazione.

  6. Chiudi la valvola dello scarico di fondo.

  7. Mantieni acceso l’impianto per 12/24 ore.

I filtri vanno aperti e ispezionati per controllare lo stato del materiale filtrante (sabbia, vetro o cotone) rimasto all’interno fermo per tutto l’inverno .

🤓 VIRBLU TI CONSIGLIA: Se i materiali filtranti sono compatti o magari con incrostazioni calcaree, devi prima pulire il materiale filtrante e solo dopo effettuare dei lavaggi e controlavaggi fino a quando uscirà acqua pulita dallo scarico del filtro. Per questa operazione ti consiglio il WELCLEAN TAB, utile per sgrassare, disincrostare e rimuovere i depositi di calcare dai filtri a cartuccia e filtri a sabbia.

🤓 VIRBLU TI CONSIGLIA: Ti ricordo inoltre che la sabbia silicea va comunque sostituita ogni 4-5 anni circa, mentre il vetro filtrante può durare anche 7-8 anni. Quindi l’apertura estiva della piscina è il momento ideale per pianificare la sostituzione.

‼️ NOTA BENE: Ricorda che tutte le variazioni di funzionamento dell’impianto di filtrazione devono avvenire a impianto spento, per evitare di danneggiare la valvola a 6 vie.

⬇️ Rimonta tutti gli accessori della piscina

Qualora avessi trampolini, scale, cascate, docce o altri tipi di accessori, dopo averli sanificati, li puoi rimontare.

Per la pulizia ti consiglio uno SGRASSATORE CHANTECLAIR PROFESSIONALE.

Con accessori rimontati, vasca pulita, livello dell’acqua corretto e impianto di filtrazione in funzione hai completato tutta la parte fisica e meccanica dell’apertura.

Adesso sei pronto per passare al trattamento chimico vero e proprio dell’acqua.

Il lavoro però non è ancora finito, siamo giunti sola a metà dell’apertura estiva della piscina.

Hai pulito la piscina, eliminato la sporcizia più grossa da ogni angolo e aggiunto l’acqua nuova fino al livello desiderato, qualora fosse necessario.

Con l’ausilio dell’impianto di filtrazione acceso devi iniziare i trattamenti chimici per rendere l’acqua sicura per la balneazione.

⬇️ Misurazione preliminare del pH

Fai una prima misurazione del pH dell’acqua utilizzando lo strumento che preferisci.

Strisce tornasole, test reagenti a pastiglia o tester elettronico lo strumento utilizzato è indifferente, l’importante è avere una lettura chiara e consapevole del valore per agire in modo mirato e concreto.

Quasi sempre, dopo l’inverno, noterai il valore del pH che si discosta dal valore ottimale di 7,2-7,6.

Ti serve un pH in linea di massima neutro perché l’eccesso o la carenza possono dare problemi a bagnanti e componenti della piscina.

Infografica che spiega sia il valore ottimale che deve aver il pH, cosa succede quando l'acqua della piscina ha un valore troppo alto o troppo basso
Valore pH e danni sulla piscina VIRBLU

⬇️ Regolazione del pH

In base al valore letto dovrai abbassare o alzare il pH dell’acqua della piscina.

In commercio trovi sia dei prodotti chimici per alzare, detti pH+, e sia per abbassarlo, pH-.

Questi possono essere sia liquidi che granulari, la differenza sostanziale sta nella concentrazione.

In ogni caso leggi sempre prima l’etichetta con la dose riportata dall’azienda prima di qualsiasi operazione.

🔍 Esempi pratici di regolazione

Esempio per una piscina di 100 m³ con valore di 6,5 del pH:

  • CARISAN pH+ liquido ha una dose di 10 ml x m³ per alzare di 0,1. Quindi nel nostro esempio dovrai aggiungere 7 litri di prodotto per riportare il pH a 7,2.

Esempio per una piscina di 100 m³ con valore di 8,2 del pH:

  • pH- CTX 10 granulare ha una dose di 15 gr x m³ per abbassare di 0,2. Quindi nel nostro esempio dovrai aggiungere 7,5 kg di prodotto per riportare il pH a 7,2.

‼️ NOTA BENE: Non essere mai approssimativo nelle misurazioni, quando misuri il pH non farti prendere dalla fretta e dall’improvvisazione. Ogni lettura sarà differente e bisognerà fare dei calcoli precisi tra m³ presenti nella piscina e la dose del prodotto. Ogni errore non è irrimediabile ma porta via tempo e denaro.

Per qualsiasi problema puoi sempre contattarci anche per avere un supporto inviandoci delle foto delle tue misurazioni o prenotando una consulenza gratuita di 15 minuti, PRENOTA SUBITO QUI!!!

⬇️ Verifica del pH dopo la regolazione

Una volta sciolto il prodotto correttore in acqua e distribuito uniformemente in vasca, lascia girare l’impianto di filtrazione per almeno 4-6 ore per permettere al prodotto di omogeneizzarsi in tutto il volume d’acqua.

Fai poi una seconda misurazione e se il pH è entrato nel range 7,2-7,6 puoi procedere con la clorazione shock; se è ancora fuori range ripeti la regolazione con una dose proporzionale alla differenza residua.

⬇️ Perché aggiungere il sequestrante metalli all’apertura estiva della piscina

Prima di passare alla clorazione shock vera e propria, c’è un prodotto estremamente utile da prendere in considerazione.

Il sequestrante metalli è uno dei prodotti più sottovalutati dell’apertura estivi della piscina ma in determinate situazioni può salvarti da risultati molto sgradevoli perché svolge tre funzioni principali:

  • Cattura i metalli disciolti in acqua come ferro, rame e manganese, evitando che precipitino e creino macchie sulle superfici della vasca.

  • Previene la formazione di depositi calcarei in zone con acqua dura, soprattutto su scale, bocchette e linea di galleggiamento.

  • Protegge i componenti metallici dell’impianto (scambiatori di calore, valvole, tubazioni) dalla corrosione causata da metalli aggressivi.

Quando ti serve davvero il sequestrante metalli in piscina

Il sequestrante non va utilizzato sempre e a prescindere, ma solo in situazioni specifiche.

Ti è davvero utile se rabbocchi la piscina con acqua di pozzo o di sorgente, tipicamente ricche di ferro e manganese, oppure se hai dovuto svuotare la vasca durante l’inverno e ora la stai riempiendo con un volume importante di acqua nuova.

Se invece vivi in una zona con acqua particolarmente dura e calcarea oserei dire che è praticamente imprescindibile.

Comunque se all’apertura estiva della piscina noti già delle macchie marrone-rossastre o verdognole sulle superfici della vasca questi sono i segnali tipici della presenza di metalli ossidati in acqua.

Come si usa il sequestranti metalli in piscina

Una volta verificato che il pH sia bilanciato nel range 7,2-7,6, versa il sequestrante direttamente in vasca distribuendolo lungo il perimetro o in prossimità delle bocchette di mandata; con l’impianto di filtrazione acceso.

Le dosi tipiche si aggirano intorno ai 200-500 ml ogni 10 m³ di acqua, ma leggi sempre attentamente l’etichetta del prodotto specifico che hai acquistato.

Lascia agire il sequestrante per almeno 4-6 ore con la pompa in funzione, in modo che il prodotto si distribuisca uniformemente in tutto il volume d’acqua e abbia il tempo di legarsi ai metalli prima dell’arrivo del cloro.

‼️ NOTA BENE: Non aggiungere mai sequestrante e cloro shock contemporaneamente. Il cloro ad alte concentrazioni può degradare i principi attivi del sequestrante, riducendone drasticamente l’efficacia. Oppure potresti ritrovarti con un’acqua verde, marrone o rossastra subito dopo il cloro shock in un’acqua di pozzo.

⬇️ Clorazione shock

Solo a questo punto, con il pH correttamente bilanciato e l’aggiunta opzionale del sequestrante, sei pronto per il trattamento d’urto vero e proprio.

Quello che farai sarà “giocare” a una sorta di piccolo chimico.

Come prima cosa hai bisogno del DICLORO GRANULARE 56%, lo preferiamo granulare perché solitamente più concentrato e adatto per effettuare le clorazioni shock.

🤓 VIRBLU TI CONSIGLIA: Consigliamo sempre ai nostri clienti di effettuare una clorazione shock, seppur a dose minore, anche se l’acqua utilizzata è pulita.

Che cos’è una clorazione shock?

La clorazione shock o clorazione d’urto è semplicemente una sovra dose, rispetto alla dose standard, che si effettua solo in occasioni specifiche.

La dose potrebbe variare, per non sbagliare leggi sempre prima l’etichetta, ma comunque solitamente si aggira intorno ai 15 g per m³ di acqua (esempio per una piscina di 100 m³ la dose di cloro sarà di 1,5 kg).

A cosa serve la clorazione shock

Questo trattamento lo facciamo per disinfettare subito l’acqua in modo tale che tutte quelle particelle organiche, alghe o altri tipi di sporcizia vengano aggredite dal cloro e precipitare sul fondo della vasca.

Come applicare correttamente il cloro shock

Consiglio di sciogliere il cloro in un secchio contenente la stessa acqua della vasca, per facilitare lo scioglimento del cloro, e distribuirlo lungo tutto il perimetro della piscina.

Distribuisci il dicloro sciolto nel tardo pomeriggio, o comunque evitando le ore più calde della giornata, per evitare che i raggi UV degradino prematuramente il prodotto chimico prima ancora che possa svolgere la sua azione disinfettante.

⬇️ Mettiamo in moto il cuore della piscina

Una volta fatto questo inizia a far circolare l’acqua della vasca.

Ti consiglio un ricircolo di almeno 8 ore e sarebbe stupendo se in queste ore si andasse a completare il ricircolo dei m³ totali della piscina per 2/3 volte.

Le 8 ore non devono essere necessariamente consecutive ogni tanto fai riposare la pompa.

Lascia agire il cloro shock per 8-10 ore in totale prima di passare ai controlli successivi e al trattamento finale con antialghe e flocculante.

Durante questo periodo evita assolutamente di entrare in vasca perché la concentrazione di cloro libero è troppo alta per la balneazione.

Dopo tutto questo lavoro puoi prepararti per il giorno dopo, in cui andrai a controllare i parametri residui di cloro e gli altri valori chimici dell’acqua come vedremo nella prossima sezione. 

Se vuoi arrivare al controllo del giorno dopo già preparato, ti invito ad approfondire fin da subito tutti i valori di riferimento di pH, cloro, acido cianurico, alcalinità e durezza nel mio articolo “I Parametri Dell’acqua Della Piscina: Quali Sono E Come Leggerli” che ti farà sentire molto più sicuro nella lettura dei test.

È passata una notte intera dalla clorazione shock e l’impianto di filtrazione ha lavorato per almeno 8-10 ore.

Ora è il momento di tornare in piscina e fare il punto della situazione, questa fase è altrettanto importante della precedente perché ti permette di capire se l’apertura estiva della piscina è conclusa o se servono ancora dei piccoli aggiustamenti.

⬇️ Aspirazione dello sporco precipitato

Il giorno dopo aspira tutta la sporcizia che troverai sul fondo tramite la scopa aspirafango.

Durante la notte il cloro shock ha aggredito alghe, batteri e materia organica facendoli precipitare sul fondo della vasca sotto forma di sedimento bianco-grigiastro.

Aspirare questi residui prima di misurare i parametri è fondamentale per due motivi:

  • Ottieni un’acqua visibilmente più limpida.

  • Eviti che lo sporco rimesso in sospensione falsi le tue letture dei test.

🤓 VIRBLU TI CONSIGLIA: Per questa operazione ti consiglio di posizionare la valvola a 6 vie su “scarico” anziché su “filtrazione”, in modo che lo sporco aspirato venga espulso direttamente fuori dall’impianto senza intasare il filtro.

Ricordati di rabboccare l’acqua persa durante l’aspirazione fino a metà skimmer.

⬇️ Misurazione di tutti i parametri

A questo punto con l’acqua più pulita e il livello ripristinato esamina i parametri dell’acqua della vasca grazie ai vari test a tua disposizione.

A differenza della misurazione preliminare fatta prima dello shock, questa volta non ti limiterai a leggere il pH, ma controllerai tutti i cinque parametri fondamentali dell’acqua della piscina, perché lo shock e la filtrazione prolungata possono averli alterati in modi che vanno verificati uno per uno.

L’ordine corretto per leggere e bilanciare i parametri

Per non lavorare a vuoto e per non sprecare prodotto chimico è importante seguire un ordine preciso anche nella lettura e regolazione dei parametri.

Si parte dai parametri “stabilizzanti” (alcalinità e durezza), che funzionano da fondamenta chimiche dell’acqua e dipendono direttamente dal valore del pH, e si chiude con cloro e acido cianurico.

Saltare quest’ordine significa quasi sempre dover ripetere le misurazioni più volte.

‼️ NOTA BENE: Non tutti i tester o kit di analisi possono misurare gli stessi valori perché alcuni permettono di controllare non tutti i parametri principali mentre altri si limitano al solo pH e cloro.

⬇️ Controllo dell’alcalinità totale

Inizia misurando l’alcalinità totale, che rappresenta la quantità di bicarbonati e carbonati disciolti nell’acqua e funziona da “ammortizzatore” per il pH.

Il valore ottimale dell’alcalinità deve essere tra 125 e 175 mg/l (ppm).

Se l’alcalinità è bassa il pH continuerà a oscillare in modo imprevedibile anche dopo averlo regolato, per questo va sistemata sempre per prima.

Per alzarlo si utilizza il bicarbonato di sodio specifico per piscine, mentre per abbassarla si interviene con prodotti a base di acido (gli stessi del pH-).

⬇️ Controllo della durezza

La durezza indica la quantità di calcio e magnesio presenti nell’acqua.

Il valore ottimale della durezza deve essere tra 175 e 300 mg/l (ppm), mentre per le piscine in cemento o intonacate il range ottimale si restringe a 200-275 ppm.

Una durezza troppo alta porta a depositi di calcare sulle superfici della vasca e all’intasamento dei filtri mentre una troppo bassa rende l’acqua “aggressiva” verso le strutture metalliche e i rivestimenti.

Se è troppo alta l’unica soluzione pratica è un drenaggio parziale con rabbocco di acqua più dolce mentre se è troppo bassa esistono prodotti specifici per aumentarla.

Tabella dei valori consigliati per l'acqua della piscina
Tabella valori piscina VIRBLU

Dopo aver messo a regime i parametri principali della piscina e aver aspirato in continuazione le sporcizie depositate nella vasca il lavoro non è ancora finito.

A differenza dei trattamenti precedenti, antialghe e flocculante sono prodotti che vanno utilizzati con criteri molto diversi tra loro:

  • Il primo ha una funzione preventiva e va inserito praticamente sempre nella routine di apertura.

  • Il secondo è un correttivo che serve solo se l’acqua, nonostante tutti i passaggi precedenti, presenta ancora una leggera torbidità.

Vediamoli uno per volta nell’ordine corretto.

⬇️ Antialghe preventivo nell’apertura estiva della piscina

Il primo dei due trattamenti finali è l’antialghe, ed è quello che ti consiglio di considerare sempre come parte integrante dell’apertura estiva della piscina.

Prima di applicarlo, però, è fondamentale rispettare un tempo di attesa minimo di 24 ore dalla clorazione shock.

Perché il cloro libero ad alte concentrazioni, come quello che hai introdotto con la clorazione shock, neutralizza i principi attivi della maggior parte degli alghicidi (soprattutto quelli a base di rame e ammonio quaternario), rendendoli praticamente inefficaci.

Aggiungerli troppo presto significa solo sprecare prodotto e denaro.

🤓 VIRBLU TI CONSIGLIA: Verifica che il livello di cloro libero sia sceso sotto i 3 ppm prima di procedere con l’antialghe. Se è ancora più alto, aspetta qualche ora in più di filtrazione o di esposizione solare.

La funzione dell’antialghe

L’alghicida in piscina ha la funzione di contrastare ed eliminare le forme di alghe che potrebbero svilupparsi all’interno della vasca con l’arrivo del caldo, dell’irraggiamento solare e dei primi temporali estivi. 

Anche se con un livello di cloro perfettamente bilanciato, la possibilità che si formino alghe in piscina si riduce notevolmente, in particolari condizioni climatiche (come alte temperature, forte esposizione al sole o temporali frequenti) le alghe possono comunque trovare l’ambiente ideale per proliferare.

Per questo l’antialghe agisce quindi come una “seconda linea di difesa” preventiva, particolarmente importante all’apertura estiva della piscina quando l’acqua è ancora fragile dal punto di vista microbiologico.

In commercio trovi tipologie di antialghe a base di sali di rame (molto efficaci ma da dosare con attenzione perché possono macchiare le superfici se il pH non è corretto), a base di ammonio quaternario (più delicati e adatti all’uso preventivo) e a base di polimeri non schiumogeni (la categoria più moderna, indicata per le piscine con cascate o idromassaggi).

Per l’apertura estiva della piscina ti consiglio sempre un antialghe a base di ammonio quaternario e non schiumogeno.

Come distribuire l’alghicida nella piscina:

  1. Verifica che il livello di cloro libero sia sotto i 3 ppm e che il pH sia ancora nel range 7,2-7,6, perché un pH alto riduce drasticamente l’efficacia dell’antialghe.

  2. Aggiungi la dose preventiva indicata in etichetta (di norma molto inferiore alla dose shock).

  3. Distribuisci il prodotto lungo il perimetro della piscina, preferibilmente nelle ore serali, con l’impianto di filtrazione acceso.

  4. Lascia funzionare l’impianto per tutta la notte in modo che l’antialghe si distribuisca uniformemente in tutto il volume d’acqua.

  5. Il giorno seguente pulisci eventuali residui di sporco depositati sul fondo con la scopa aspirafango.

⬇️ Flocculante all’apertura estiva della piscina

A differenza dell’antialghe, il flocculante non è un trattamento da fare per principio, ma un correttivo da utilizzare solo se l’acqua resta torbida dopo le 24-48 ore dalla clorazione shock e dopo i primi cicli di filtrazione.

Se la tua acqua è già limpida e cristallina salta direttamente questo step perché aggiungere flocculante a un’acqua già pulita non migliora il risultato ma rischia di intasare il filtro inutilmente.

‼️ NOTA BENE: Il flocculante non può essere utilizzato se come materiale filtrante si utilizzano le sfere di cotone perché tende a rovinare la capacità filtrante del materiale stesso.

La funzione del flocculante

Il flocculante ha la funzione di far precipitare o comunque di agglomerare le particelle più fini di sporcizia presenti nell’acqua della piscina.

Si tratta di particelle talmente piccole che il sistema di filtrazione non riesce a trattenerle, e che restano in sospensione conferendo all’acqua quella tipica sfumatura “lattiginosa” o leggermente opaca tipica di alcuni inizi stagione.

Così facendo la pulizia manuale sarà più facile e veloce poiché avrai particelle più grandi di sporco da aspirare.

In commercio trovi diversi formati di flocculante da quello liquido più comune, come il CTX-1597 NATURAL FLOCCULANT, passando per quello solido per il trattamento di mantenimento, oppure in gel per i trattamenti d’urto come il CTX-39 POOL GEL.

Come si usa il flocculante

L’applicazione del flocculante richiede un piccolo accorgimento operativo importante.

A differenza degli altri prodotti chimici visti finora, il flocculante non lavora con la pompa accesa ma anzi richiede di essere lasciato agire ad acqua ferma.

Procedi quindi in questo modo:

  1. Verifica che pH (7,2-7,6) e cloro libero (sotto i 3 ppm) siano nei range corretti perché un’acqua chimicamente sbilanciata riduce molto l’efficacia del flocculante.

  2. Sciogli il flocculante liquido in un secchio di acqua della piscina (oppure usa direttamente le pastiglie da inserire nello skimmer) seguendo le indicazioni dell’etichetta.

  3. Distribuisci il prodotto lungo tutto il perimetro della vasca preferibilmente nelle ore serali.

  4. Spegni l’impianto di filtrazione e lascia riposare l’acqua per almeno 8-12 ore (idealmente tutta la notte). Le particelle più fini si aggregheranno in fiocchi più pesanti che precipiteranno lentamente sul fondo della vasca.

  5. Il mattino dopo, con l’impianto ancora spento, aspira con calma tutto il sedimento depositato sul fondo, posizionando la valvola a 6 vie su scarico per non intasare il filtro con il sedimento concentrato.

  6. Riaccendi l’impianto in modalità filtrazione e lascia girare per qualche ora per chiudere il ciclo di pulizia.

‼️ NOTA BENE: Se nonostante il flocculante l’acqua resta ancora torbida, non insistere con dosi successive. Significa che probabilmente c’è un problema sui parametri chimici a monte (pH alto, alcalinità sbilanciata o filtro non efficiente). Fai un controllo completo e risali alla causa prima di aggiungere altro prodotto.

Immagine di due piedi immersi nell'acqua cristallina della piscina dopo l'apertura estiva.

Terminati tutti i passaggi dell’apertura estiva della piscina, devi avere come risultato finale un’acqua cristallina.

Il fatto che tutta la procedura ti abbia richiesto due o tre giorni di lavoro effettivo non deve scoraggiarti, in fondo è il prezzo da pagare una sola volta a inizio stagione per goderti poi tutta l’estate senza brutte sorprese.

Dopo l’apertura estiva della piscina il divertimento può iniziare.

Mantenere una routine costante di manutenzione ordinaria (lettura dei parametri ogni 2 giorni per pH e cloro, una volta a settimana per gli altri valori) ti aiuterà a non vanificare il lavoro fatto in fase di apertura.

Dopo l’apertura estiva della piscina il divertimento può iniziare 

Mantenere una routine costante, che include controllo e pulizia giornaliera della piscina, ti aiuterà a non vanificare il lavoro fatto all’apertura estiva della piscina.

Seguendo questa guida, sarai sicuro di avere una piscina pronta per l’estate che garantirà divertimento e relax per te e per tutti i tuoi ospiti.

Il detto “domani è un altro giorno e si vedrà” in questo caso calza a pennello. Da questo momento parte ufficialmente la tua estate fatta di controlli giornalieri e di bagni e, anche se speriamo di evitarli, pure di problemi che insieme impareremo a risolvere.

Buona estate!!! 

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